Rum e pera | evento poetico musicale

A completare il dibattito “Rima Equivoca”, è stato proposto un evento poetico-musicale al quale hanno partecipato giovani poeti attivi nell’ambito del poetry slam e gruppi musicali emergenti. L’intento è stato quello di realizzare una comunione tra queste due arti facendo esibire, sullo stesso palco, diversi artisti. La serata si è svolta in via Festa del Perdono, 7, all’interno dell’Università degli studi di Milano, lungo il porticato Richini. All’evento, cominciato alle ore 18.30, hanno partecipato: nella parte poetica: Michele Milani, Ciccio Rigoli, Francesca Pels, Gianmarco Tricarico e Francesco Ottonello; nella parte musicale: Majno, Malkovic, Gli occhi di chi ha fatto il Vietnam e Alessio ego.

"Rum e Pera" | La parola insorge | 2017

Maggiori informazioni sugli artisti:

Michele Milani

Ciccio Rigoli: http://cicciorigoli.com/

Francesca Pels: https://www.facebook.com/francescapels

Gianmarco Tricarico: https://www.facebook.com/GianmarcoTricaricoOfficial

Francesco Ottonello: https://poetarumsilva.com/2017/04/04/francesco-ottonello-inediti/

Majno: https://www.facebook.com/majnomusic/

Malkovic: https://www.facebook.com/mlkvc/

Gli occhi di chi ha fatto il Vietnam: https://www.facebook.com/Kaizerprod/

Alessio ego: https://www.facebook.com/alessioego

Rima equivoca | dibattito

Introduzione

Con la partecipazione di Alfredo Rapetti Mogol e Paolo Agrati, presentiamo gli appunti di uno studente per chi non avesse potuto partecipare al dibattito organizzato da Lampioni Aerei. La parola insorge, nella sua prima edizione, ha provato a mostrare la profonda interazione tra le varie arti. Quando parliamo di poesia, musica, fotografia, pittura e ogni altra forma d’arte, non parliamo di universi chiusi ma di diversi linguaggi che sempre s’incontrano e s’influenzano reciprocamente per giungere all’espressione estetica dell’interiorità umana. Con questo primo dibattito si è trattato il profondo legame tra musica e poesia.
Musica e poesia sono state per secoli strettamente legate. Lo scopo del dibattito è stato proprio quello di analizzare questo rapporto in un contesto di attualità tramite la partecipazione di Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope, paroliere che ha collaborato con moltissimi importanti artisti, e Paolo Agrati, un poeta attivo nell’ambito del poetry slam, per cui è ben presente una dimensione di oralità nella sua arte e che spesso esegue performance con accompagnamento musicale. Con Vanessa Morreale, studentessa di lettere moderne, nel ruolo di relatrice, ci siamo proposti di analizzare lo sforzo creativo che si nasconde dietro a due forme d’arte diverse ma in qualche modo imparentate: sono state prese in esame le motivazioni che portano a scrivere testi musicali oppure poetici e le differenze di base inerenti alla modalità di scrittura. Dove nasce e cos’è il poetry slam? Come nasce un testo poetico e come uno musicale? Quali fattori tecnici accomunano o rendono differenti la scrittura musicale e quella poetica?

Il dibattito

La poesia per definizione è un componimento fatto di frasi, versi il cui significato semantico si lega al suono musicale dei fonemi. La poesia è nata prima della scrittura: LE PRIME FORME DI POESIA ERANO ORALI COME L’ANTICHISSIMO CANTO DEI CONTADINI e i racconti dei cantastorie. Con un grande salto temporale giungiamo in pieno 1800 quando con Richard Wagner, compositore e poeta tedesco esponente del Romanticismo, si giunge ad un’idea di opera totale: una sintesi di arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Quest’idea viene ripresa poco più avanti, nel 1882, quando Verlaine scrive, proprio a ribadire il legame inscindibile tra scrittura e musicalità e la superiorità di quest’ultima:

“e sempre la musica. Il verso
Sua soltanto l’essenza viva
Di un’anima già sulla via
D’altri amori, nel cielo terso
Il verso: una bella avventura
Che sulla brezza del mattino
Va sfiorando la menta e il timo
Lieve. Il resto è letteratura.”

Due parole sui nostri due ospiti: Cheope (nome d’arte di Alfredo Rapetti Mogol) è un paroliere, i suoi testi sono stati usati da artisti di caratura mondiale; Paolo Agrati si occupa di poesia, ha pubblicato le raccolte di poesie come “Amore e psycho” e l’ultima, “Partiture per un addio”, è uno dei principali poetry slammer italiani e propone la sua poesia dal vivo.
Per cominciare, chiediamo a Paolo di inserirci nel mondo del Poetry Slam, di spiegarci di cosa si tratta questo movimento poetico, che è stato definito dal nostro ospite “una forma moderna con cui la poesia tenta di riappropriarsi di spazi che prima aveva”: le persone hanno un desiderio di poesia, ma oggigiorno lo soddisfano trovandolo in altre forme, quali quella della canzone. Il Poetry Slam risponderebbe a questa esigenza di poesia. È un confronto tra poeti, con una struttura agonale ma che poco assorbe della logica della competizione: la giuria, scelta tra il pubblico, non è assolutamente una giuria competente, e quello che prevale è appunto il confronto, non la gara.
Considerando il lavoro del paroliere, è stato chiesto ad Alfredo di parlare del processo creativo che sta alla base dei suoi testi: quanto grande sia la componente personale e quanto quella professionale, quanto infine il lavoro sia influenzato dagli artisti che canteranno i testi (a questa domanda ha la risposta pronta: mai). Arriviamo quindi a parlare di immedesimazione, di “furti” (Alfredo cita Picasso, secondo il quale “i mediocri copiano, i grandi rubano”), di visioni che innescano la molla per il processo creativo, visioni che possono avvenire in qualsiasi luogo e situazione. Quello che risulta il punto centrale è il linguaggio, ovvero il problema di trovare la parola giusta, che possa esprimere perfettamente un’emozione ed essere in grado di ricrearla nel lettore/ascoltatore.
Una volta focalizzati meglio i mestieri dei due artisti, chiediamo a Paolo di illustrare il rapporto tra poesia e fattore musicale, in particolare nel Poetry Slam: nessuna esitazione nel dire che “la musica non è un caso”. L’unione tra testo e musica non può essere frutto di improvvisazione, deve anzi essere costruita tramite un lavoro di accordo tra poeta e strumentista.
Su questa linea si inseriscono anche le domande successive: quanto entrino in gioco, nella composizione di un testo per canzone, gli elementi tipici della poesia quali, uno su tutti, la rima, e quale sia l’eventuale punto di contatto tra poesia e musica.

E mentre la poesia può essere poesia senza rima, la canzone non può fare a meno di questo elemento giudicato fondamentale: “la musica ha già la rima dentro”, si tratta di renderla evidente anche come “appiglio” per chi tenta di seguire una canzone, che, con una bellissima immagine, secondo Alfredo “si muove nell’aria”.

Altri elementi imprescindibili per una canzone sono le immagini, sia come metafore, sia fini a sé stesse. Interviene Paolo sostenendo il suo punto di vista secondo il quale le poesie possono essere brutte per vari motivi: uno di questi è l’incapacità di concretizzarsi in un’immagine. Per questo Paolo cerca sempre la parola che possa dire al meglio quello che lui vuole dire, nel modo esatto in cui lui lo vuole dire: interviene prepotentemente il potere della parola densa di significato, capace di veicolare un’immagine precisa e di ricreare nell’ascoltatore lo stesso stato d’animo in cui si trovava il poeta quando ha deciso di scrivere quella parola e non un’altra.

Secondo entrambi musica e poesia sono profondamente diverse: forse i punti di contatto (una poesia che possa essere musicata, o viceversa una canzone che, spogliata dell’elemento musicale, diventi un pezzo poetico) sono casuali, tant’è che Paolo, poeta, non esita a confessare di essersi trovato in difficoltà nello scrivere una canzone.

Gli ospiti

Alfredo RapettI Mogol: nato a Milano nell’ottobre del ’61. Direttore del “Composers department” e professore al Centro Europeo di Toscolano (CET), scuola di musica in Umbria. Professore al Master di Musica della L.U.I.S.S., università di Roma, e membro della SIAE.

Ha venduto oltre 35 milioni di album in tutto il mondo, lavorando sia con autori italiani sia con autori stranieri, tra cui: Adriano Celentano, Laura Pausini, Il Divo, Josh Groban, Santana, Mina, Nek, Russell Watson, Gianni Morandi, Raf, The Corrs, Gilberto Gil, Ron, Salvatore Licitra e Alessandro Safina, Riccardo Cocciante, Arisa, Gianna Nannini, Fedez, Noemi, Alessandra Amoroso, Marracash, Il Volo, Francesca Michielin, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Emma Marrone.

Le sue canzoni hanno raggiunto la top ten in oltre trenta paesi, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna. I suoi testi sono stati tradotti in Spagnolo, Inglese, Portoghese e Cinese.

Negli ultimi anni ha scalato le classifiche con Il Divo, Josh Groban e Laura Pausini.

Premi:

1999 e 2003: premio ASCAP per le canzoni più suonate in America;

2005: Grammy Latino

2006: Grammy Americano come “Best Songwriter” per il disco Escucha di Laura Pausini.

Paolo Agrati: nato nel maggio del ’74. Si occupa principalmente di poesia, scrittura, musica e amenità. Ha pubblicato le raccolte di poesia Partiture per un addio (Edicola Ediciones 2017), Amore & Psycho (Miraggi Edizioni 2014), Nessuno ripara la rotta (La Vita Felice 2012), Quando l’estate crepa (Lietocolle 2010) e il libriccino piccola odissea (Pulcinoelefante 2012). E’ uno dei principali Slammer Italiani, da sempre propone la sua poesia dal vivo, portandola coi Reading nei luoghi più svariati e inusuali. Nell’estate del 2014 partecipa al XXIV° Festival Internazionale della poesia di Medellin in Colombia come ospite italiano ed è finalista del premio Carducci dove consegue il riconoscimento “Pietrasanta-scultura e poesia”. Nel 2015 partecipa al progetto artistico internazionale Broosistan, degli artisti belgi Peleman and Schellekens. Nel 2016 traduce “Fanon city meu” del poeta Jaime Luis Huenùn e il Booktrailer di Amore & Psycho viene premiato con una menzione speciale al Cortinametraggio , il Festival dei corti di Cortina. Nel 2017 viene invitato al XXXIII Festival di poesia di Barcellona e partecipa alla Workd Slam Cup di Parigi.E’ narratore e cantante nella Spleen Orchestra, band di culto nel suo genere, che ha co-fondato nel 2009 e che ripropone le musiche e le atmosfere dei film di Tim Burton.

Da sinistra: Eleonora Gioveni, Francesco Ottonello e Vincenzo Angrisani.

Niente in tasca | rappresentazione teatrale

Qual è l’obiettivo supremo dell’arte? L’arte è un mezzo o un fine? Teoricamente se ne è di certo discusso a lungo, ma non esistono forse risposte assolute. Lo spettacolo “Niente in tasca” trova consonanza all’interno di un progetto più generale, che vede l’arte non solo come fine chiuso in sé ma anche come mezzo, mezzo nel senso di strumento, un concetto che il gruppo studentesco «Lampioni Aerei» ben esprime con la frase “la letteratura in comunione con le arti”.
È proprio la comunione tra arti che si configura come mezzo espressivo originale per innescare dei meccanismi di influenza sul pubblico, che può usufruire di una serie di stimoli emotivi e ideologici, con l’intento che lo spettatore possa ‘tornare a casa’ nell’auspicio di rielaborare un ‘urto’ musicale, teatrale, letterario. Difatti, attraverso uno sforzo collettivo verso un obiettivo comune, Musica, Letteratura e Teatro si trovano a confrontarsi dialetticamente nel contempo sullo stesso spazio, entrambi ponendosi come obiettivo supremo la ricerca di un sé, il quale spesso (come nel caso di quello del personaggio Poeta-Attore) pare frammentato, spaurito, disperso. L’arte, che è un tema centrale dello spettacolo, diventa mezzo ed espressione di qualcos’altro; tematiche forti, domande esistenziali, argomenti attuali, si fanno strada sul palcoscenico, ponendosi all’attenzione del pubblico attraverso le parole di grandi autori moderni (Giorgio Gaber, Tiziano Terzani, Pier Paolo Pasolini, Fernando Pessoa, Arthur Rimbaud e altri) che rappresentano solo una parte dell’intero spettacolo.

Niente in tasca | La parola insorge | Edizione 2017

I protagonisti di Niente in Tasca, ideato e messo in scena dal Trio Estratto (Francesco Ottonello, Eleonora Gioveni, Vincenzo Angrisani), sono tre: Poeta-Attore, Cantante, Satiro. Questi ultimi due fungono da donatori di nuovi stimoli al terzo, attraverso esecuzioni musicali e sonore (Cantante utilizza lo strumento della voce, Satiro si esprime attraverso le corde della chitarra acustica). Poeta-Attore viene da essi accompagnato nel suo percorso disperato e ossessivo di ricerca della sua opera letteraria perduta, Poesia Riproduzione, di cui non ricorda più quasi nulla. La memoria è fragile, e la rievocazione necessita di stimoli esterni per avvenire. È in questo modo che, come emblemi concreti di ricerca, Cantante e Satiro, da egli chiamati per questo suo tentativo folle, si servono di testi di autori per egli fondamentali, brani, sonorità esoteriche, melodie particolari, proprio per innescare in Poeta-Attore la rievocazione di parti di opera.
È presente un climax, che trova espressione sul finire dello spettacolo in una rivelazione ben più grande: egli non ricorda più tutta l’opera, ma ne ricorda il senso, il movente, ed è giunto, anche grazie alla responsività altrui, alla creazione di una nuova opera, attraverso un atto di estemporizzazione, cioè di creazione istantanea; una nuova opera che è più in sintonia con il suo essere, forse, di quanto non lo sia stata quella precedente.
Si tratta di un percorso di consapevolezza innescatosi grazie all’arte. La letteratura, espressione artistica del pensiero e del sentire umano, trova un canale privilegiato nel teatro e nella musica. I tre protagonisti rapiscono il pubblico, e lo conducono per mano verso quegli orizzonti della natura umana che sono difficili da cogliere senza l’aiuto dell’arte, la quale si pone, ancora una volta, come mezzo educativo e non solo ricreativo, pronta per appagare non solo i sensi ma anche la mente, il cuore, e il vero sé. Lo spettacolo si propone di invitare il pubblico, per circa un’ora e mezza, a posare giù le maschere concedendosi il tempo di esistere dentro temi, sensazioni, sonorità, che solo l’arte è in grado di donare.

Gli artisti:

Vincenzo Angrisani (Satiro)

Si è diplomato in “Chitarra pop/rock” presso il Centro Professione Musica(CPM) di Milano, studiando con maestri quali Franco Mussida, Pietro La Pietra, Massimo Colombo.
Laureato con il massimo dei voti in “Chitarra jazz” presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ha approfondito i suoi studi con Bebo Ferra e Luigi Tessarollo.
Ha suonato come chitarrista acustico/elettronico con artisti di gran rilievo nel panorama attuale, quali Gianluca Grignani, Serena Autieri, Virginio Simonelli, Alessandro Casillo, Paola e Chiara Lezzi, Luca Tudisca, Carolina Russi Pettinelli, Loretta Grace, tra gli altri.
Oltre ad esibizioni all’estero, si è esibito in location di spessore quali il Blue Note di Milano e il Piper di Roma. Dal 2009 collabora stabilmente con Virgilio Simonelli, e dal 2015 ricopre per lui il ruolo di chitarrista/direttore musicale/arrangiatore del trio acustico attualmente in tour.
Collabora stabilmente con l’etichetta discografica indipendente Play Records di Milano, e con la Oracole di Londra in qualità di arrangiatore e chitarrista;

Eleonora Gioveni (Cantante)

Si è laureata in “Scienze e Tecniche Psicologiche” presso la facoltà di Psicologia dell’Università Milano-Bicocca, con tesi dal titolo “Il laboratorio teatrale come risorsa psicologia per gli adolescenti”. Attualmente è studentessa di “Canto Jazz” presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. Studia tecnica vocale sin dall’età di 16 anni, e negli ultimi tempi approfondisce la sua formazione vocale con vocal coach e cantanti jazz di gran rilievo nell’attuale panorama artistico, quali Lara Iacovini e Serena Ferrara.
Oltre a progetti musicali di vario genere e aver preso parte ad associazioni musicali quali la SIEM Enna, Caleidoscopio e la Compagnia Triskéle (entrambe di Enna), si è dedicata negli anni allo studio della recitazione, attraverso laboratori teatrali gestiti da Franz Cantalupo e Giancarlo Bella, e partecipando a spettacoli musico-teatrali guidati e organizzati da professionisti del settore quali il regista Giancarlo Bella, l’attrice Tiziana Guarneri e il chitarrista Angelo Martines;

Francesco Ottonello  (Poeta-Attore)

Si è laureato in Lettere con lode all’Università di Cagliari con una tesi dal titolo Εὐμενίδες di Eschilo o Eumenidi di Pasolini? Possibilità e limiti traduttivi nel caso di una tragedia greca, e ha studiato recitazione presso la Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari conseguendo un diploma d’attore.
Come attore, tra i lavori più rilevanti, si possono ricordare il film Il Rosa Nudo di Giovanni Coda e lo spettacolo teatrale La terza onda di Lea K. Gramsdorff. Alcune sue poesie sono state pubblicate nelle antologie di poesia curate da Elio Pecora Viaggi di Versi, Poeti Contemporanei (93), Frammenti,  su riviste o blog letterari con recensione critica come «Poetarum Silva», messe in scena all’interno di festival quali Giardini Aperti (Abaco Teatro). Continua a scrivere e recitare, vivere e studiare a Milano (specialistica in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Milano).

Da sinistra: Alessandro Baronciani e Giorgio Castelli.

Cos’è letteratura? | dibattito

Dentro al fumetto

In un contesto caotico come quella della modernità letteraria, diventa difficile muoversi nella molteplicità dei materiali librari. Diventa essenziale, prima di tutto, cercare di capire cos’è e cosa non è letteratura: Il fumetto è letteratura? Ad aiutarci in questo percorso ci sarà Alessandro Baronciani e la sua ultima opera, Come svanire completamente, un fumetto decisamente sperimentale: è costruito come una scatola di ricordi. Quali motivazioni hanno portato l’autore all’idea di realizzare un fumetto a forma di scatola? Diviene possibile inserire il fumetto nel canone letterario partendo dal presupposto del suo essere forma consolidata? Quale rapporto intercorre tra un fumetto tradizionale e uno sperimentale?

Con l’aiuto di Alessandro Baronciani e Giorgio Castelli, nel ruolo di relatore, abbiamo provato a rispondere a queste domande.

Presto disponibile la trascrizione integrale del dibattito.

L’ospite

Alessandro Baronciani: oltre a collaborare con diverse case editrici, riviste musicali e agenzie di comunicazione, si dedica a una produzione sperimentale che comprende fumetti postali, concerti disegnati, reportage illustrati e libri destrutturati, come la sua ultima opera Come Svanire Completamente, autoprodotta.