POETI DEGLI ANNI NOVANTA

Pubblicato da Alessandro Crea il

Il 18 marzo, presso il negozio civico ChiAmaMilano, si è tenuto il terzo e penultimo incontro della rassegna poetica Mediumpoesia: Poesia e Contemporaneo dal titolo «Poeti degli anni novanta». I relatori Francesco Ottonello e Silvia Righi hanno dialogato con il poeta Gabriele Galloni e le poetesse Giulia Martini e Giovanna Cristina Vivinetto. 

"Poeti degli anni Novanta" | MediumPoesia: Poesia e Contemporaneo, 2° edizione, 3° incontro

Il dialogo si è concentrato sul rapporto tra la poesia e il contemporaneo, indagato dal punto di vista di poeti che sono nati negli anni Novanta: Vivinetto e Martini sono del ’94 e Gabriele Galloni del ’95. Il dialogo si è sviluppato a partire dai rapporti dei giovani poeti con la tradizione del ‘900.

Giovanna Cristina Vivinetto dopo aver letto alcune poesie tratte dalla raccolta Dolore minimo(Interlinea, 2018), ha sottolineato come per i giovani poeti del Duemila siano sì importanti i cambiamenti e le innovazioni ma, contemporaneamente, è bene conoscere il Novecento e tutto ciò che ha portato. La sfida, secondo la poetessa nata a Siracusa, è quella di riuscire in qualche modo ad adeguarsi: ovvero essere comprensibili e aderenti a quanto si ha intorno. Essere, quindi, figli del proprio secolo, pur non dimenticando il passato.

Giulia Martini a partire dalla lettura di Coppie minime (Internopoesia Editore, 2018) ha subito sottolineato la macrostruttura del suo libro, diviso in quattro sezioni che hanno a che fare con il problema del dire. Una sezione, intitolata Voci correlate, vuole mettere in luce, infatti, il modo di scrivere poesia attraverso varie voci. La poesia è dunque la lettura di quanto è avvenuto prima, la correlazione di altre voci sentite.

Il poeta Gabriele Galloni ha letto alcune poesie tratte dalle sue tre recenti raccolte: Slittamenti (Alter Ego-Augh! Edizioni, 2017), In che luce cadranno (Rplibri, 2018) e Creatura breve (Ensemble, 2018). Alla domanda sul rapporto con la tradizione, il poeta ha risposto che nella sua poesia non c’è nulla di programmato e di meditato, quindi non riesce a delineare un legame con il passato, pur riconoscendone l’importanza.

Vista la giovane età dei poeti ospiti dell’incontro, un’ulteriore domanda che ha suscitato varie riflessioni è stata quella della possibilità o meno di dare consigli ad un giovane che vuole iniziare a scrivere e a pubblicare poesia. Galloni, anche per questa domanda, ribadisce come non ci sia nulla di programmato; mentre “aspettare” è stato il consiglio principale che si è sentita di dare Giulia Martini, facendo riferimento anche ad una sua fretta che, in passato, di certo non è stata positiva per la sua scrittura.
Giovanna Cristina Vivinetto, condividendo il consiglio di Giulia Martini, ha inoltre sottolineato come un libro trovi sempre la sua strada se deve trovarla. Ha ribadito anche il bisogno e l’importanza di ascoltare i propri testi.

Dai relatori è stato domandato il rapporto che i vari poeti hanno con il tema dell’eros nella loro poesia. Galloni, facendo riferimento ai suoi testi, ha sottolineato il richiamo al sacro, all’estasi e al sentimento di pulsione e di morte, ribadendo come nella sua poesia l’eros sia utilizzato anche per domandarsi qualcosa sul linguaggio. Un tema richiamato dal giovane poeta romano è stato anche quello della brutalità dell’innocenza. Giovanna Cristina Vivinetto ha parlato dell’eros nella sua poesia in riferimento alla rappresentazione del corpo, allontanandosi dunque dal concetto sacro di Galloni. Il corpo è il corpo che cambia in seguito anche ad un percorso di cambiamento di sesso e di transessualità, è un qualcosa da affrontare non tanto per quello che è ma per quello che potrebbe essere.

Silvia Righi ha chiesto a Giulia Martini, sempre in riferimento alla lettura delle sue poesie, il rapporto che la sua scrittura ha con l’amore cortese a l’amor de lonh. La poetessa ha ribadito come nei suoi testi ci sia spesso l’idea del tued ioma mai nello stesso luogo. 

L’ultima domanda ha riguardato invece il rapporto che i giovani poeti hanno con la critica.
Giovanna Cristina Vivinetto ha sottolineato come molta critica abbia considerato il suo successo come semplice frutto di una tematica inedita in poesia come quella della transessualità, ma ha ricordato anche dei commenti positivi e favorevoli come quello di Cesare Viviani. La poetessa, inoltre, ha sottolineato come si debba essere grati anche dei commenti negativi.

Parlando di comunità di poeti degli anni Novanta, si è citato anche un’antologia a cura di Giulia Martini dal titolo «Poeti italiani nati negli anni ’80 e ’90: 1», un lavoro che continuerà con altre antologie e che ha voluto dare un ritratto di una generazione, caratterizzato da una «reciprocità dialogante» data anche dal fatto che i vari poeti, spesso tra loro conoscenti, sono presentati da brevi biografie e articoli scritti da altri poeti. 

Alessandro Crea


Ascolta l’audio integrale:


Letture e biografie:

Gabriele Galloni

Gabriele Galloni è nato nel 1995 a Roma, dove vive. Le sue raccolte di versi sono: Slittamenti (Alter Ego-Augh! Edizioni, 2017, nota introduttiva di Antonio Veneziani), In che luce cadranno (Rplibri, 2018). Autore e ideatore, per la rivista “Pangea”, della rubrica Cronache dalla Fine – dodici conversazioni con altrettanti malati terminali. Sue poesie, oltre a essere tradotte in spagnolo e in romeno, sono apparse sulle maggiori riviste italiane.


Giulia Martini

Giulia Martini (Pistoia, 1993) vive a Firenze, dove si è laureata in Letteratura italiana contemporanea con una tesi su Patrizia Cavalli. A gennaio 2015 ha raccolto 38 componimenti sotto il titolo Manuale d’Istruzioni (Albatros, 2015). Le sue poesie sono state ospitate sulle riviste Poesia e Gradiva, sulle antologie Secolo Donna 2017: Almanacco di Poesia Italiana al Femminile (Macabor, 2017) e Un Verde Più Nuovo dell’Erba. Poetesse “Millennial” degli anni ‘90 (LietoColle, 2018). A giugno 2018 pubblica Coppie Minime (Interno Poesia), accolta con entusiasmo dalla critica.


Giovanna Cristina Vivinetto

Giovanna Cristina Vivinetto è nata a Siracusa nel 1994. Laureata in Lettere, vive attualmente a Roma, dove studia Filologia moderna all’Università La Sapienza. I suoi testi sono apparsi e sono stati recensiti sul n. 86 della rivista di poesia e critica letteraria “Atelier”, sulla rivista online “Pioggia Obliqua” e “La Tigre di Carta”, sui siti web “Poetarum Silva”, “Atelier online”, “Carteggi letterari”, “Nazione Indiana” e sul blog della Rai dedicato alla poesia e diretto da Luigia Sorrentino. “Dolore minimo” (Interlinea, 2018 – prefazione di Dacia Maraini, postfazione di Alessandro Fo), è la sua opera prima ed è il primo testo in versi in Italia ad affrontare la tematica della transessualità. Esso è apparso e recensito su diverse testate giornalistiche, tra cui Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Il Libraio, La Stampa, Il Messaggero, Il Manifesto, Panorama, Il Corriere della Sera, La Sicilia e diverse altre. Finalista al Premio Mauro Maconi 2018, è la vincitrice della VII edizione del prestigioso premio biennale Cetonaverde Poesia Giovani (2018) e della 59^ edizione del premio San Domenichino Città di Massa.


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