Domenico Brancale | Dentro la poesia

Dentro la poesia OFF

L’evento: in dialogo con Domenico Brancale

Il 27 novembre del 2019 si è svolto, presso la sala conferenze del negozio civico ChiAmaMilano, l’evento Dentro la poesia OFF, con il poeta Domenico Brancale.

L’incontro, presentato da Tommaso Di Dio, ha visto Federico Ferrari e Anna Ruchat in dialogo col poeta Domenico Brancale. Al centro dell’incontro ha trovato spazio la sua ultima raccolta: Scannaciucce (Mesogea edizioni, 2019).

Insieme ad alcuni scatti, potrete trovare l’audio integrale dell’incontro, il video di alcune letture inedite del poeta e altre dalle raccolte “Scannaciucce” e “Per diverse ragioni”.

"Dentro la poesia OFF - Domenico Brancale"

Ascolta l’audio integrale dell’evento

Parte 1
Parte 2
Parte 3

Domenico Brancale | Dentro la poesia

Due poesia da “Scannaciucce”:

Qua e pure llà
ne ’ssute tutte quande pacce
E chi u sàpe
si pure i na matine
mi gauzère pp’ ’a lune storte
e m’ ’a ruppère ’a cape
mbacce a nu specchie di luce.
M’avìsse a vedè
che tenghe nd’u stòmmeche
o raske d’o striseme
di quanne ne mangiàmme
ppi ll’uocchie ’a terre
Non assemmeghièje a mmi
Pure u vule di nu cristarielle
vulìa ièsse
pure na skuppetàte
chiantàte daint’u core
Nda na parte ng’è ’a vite
nda n’ate ’a morte.
Qui e pure lì
sono tutti usciti pazzi
E chi può dirlo
se pure io una mattina
mi sveglio con la luna storta
e mi rompo la testa
contro uno specchio di luce.
Dovresti vedere
che cosa ho nello stomaco
i graffi delle strida
di quando ci mangiavamo
con gli occhi la terra
Non assomigliavo a me
Pure il volo di un nibbio
volevo essere
pure la fucilata
piantata dentro il cuore
Da una parte c’è la vita
dall’altra la morte.

Alcune letture dall’evento

Una breve biografia di Domenico Brancale

Domenico Brancale, poeta e performer, nasce il 5 giungo 1976 a Sant’Arcangelo (Basilicata). Vive a Bologna e Venezia.

Ha pubblicato: Cani e porci (2001, Ripostes), L’ossario del sole (Passigli, 2007), Controre (Effigie, 2013), incerti umani (Passigli, 2013), Per diverse ragioni (Passigli, 2017) e Scannaciucce (Mesogea, 2019) che raccoglie tutti i suoi testi in dialetto lucano. Ha curato il libro Cristina Campo In immagini e parole (Ripostes, 2002), e tradotto Cioran, Michaux, John Giorno, Claude Royet-Journoud, Victoria Xardel.


È tra i curatori della collana di poesia straniera “Le Meteore” per Effigie e della collana “Prova d’Artista” per la Galerie Bordas.
Inoltre, il suo lavoro sulla voce e sullo spazio ha prodotto le performance: Nessun sole sorge senza l’uomo (Monte Calvario, Sant’Arcangelo 2007), Questa deposizione rischiara la tua assenza (Gasparelli Arte Contemporanea, Fano 2009), Un sempre cominciamento (galerie hus, Paris 2012), Nei miei polmoni c’è l’attesa (Galleria Michela Rizzo, Venezia 2013), Incerti umani (Galleria de Foscherari, Bologna 2013), Se bastasse l’oblio (MAC Lissone, 2014), Langue brûlé (Palais de Tokyo, Paris 2014), Scannaciucce – una lode dell’Asino (Matera, 2019).

La spiaggia | Consiglio di lettura

Il 13 novembre, per il secondo incontro del gruppo di lettura di Lampioni Aerei, è stato scelto La spiaggia di Cesare Pavese. Il romanzo breve viene pubblicato a puntate nel 1941 sulla rivista «Lettere d’oggi» e in volume un anno dopo.

Nel 1946 lo stesso autore ne diede una definizione piuttosto dura e categorica definendolo «[…] il mio romanzetto non brutale, non proletario e non americano – che pochi per fortuna hanno letto – non è scheggia del monolito. Rappresenta una mia distrazione, anche umana, e insomma, se valesse la pena, me ne vergognerei. È quello che si chiama una franca ricerca di stile».

La spiaggia è una delle prime opere di Pavese, considerato, appunto, un esercizio di stile nel quale è possibile intravedere i temi della narrativa pavesiana: «l’amicizia, le radici, le descrizioni di paesaggi indimenticabili».

Pochi personaggi, il confronto fra l’oziosa vita di spiaggia ligure e la città di Torino, la nostalgia della giovane età, la critica della vita borghese raccontati in questo romanzo intenso e malinconico costituiscono, di fatto, i primi passi di un Pavese che, dopo l’esordio di Paesi tuoi (1941), propone tematiche che costituiranno gran parte della sua letteratura.

Alessandro Crea

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