Prospettive nuove della poesia

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Poesia e Contemporaneo 2019

Incontro n. 3

Il terzo incontro della rassegna “MediumPoesia: Poesia e Contemporaneo” dell’anno scorso ha visto protagonisti Tommaso di Dio, Franca Mancinelli e Giuseppe Nibali, relatori Francesco Ottonello e Michele Milani.

Prospettive nuove della poesia

L'evento

Introduzione

I tre poeti si dichiarano in continuità, piuttosto che in rottura con la tradizione precedente. Commovente l’immagine condivisa da Franca Mancinelli, che si portava dei libretti di poesie in campagna e lì imparava a memoria i versi. È infatti impensabile, come sostiene Nibali, scrivere una parola senza averne lette tante, una parola che per la Mancinelli dovrebbe risuonare viva, colma della sua origine.

Continuità verso il passato

È quindi una posizione di continuità verso il passato quella sentita dai tre ospiti, posizione permeata di un sentimento di dispersione che, secondo Nibali, va raccontato. Un aggiornamento è necessario per trattare con il contemporaneo, così come è necessario da parte della critica. Altrettanto importante è stato, per Tommaso di Dio e Franca Mancinelli, trovare una comunità. “Fino a ventotto-ventinove anni non avevo chiaro il concetto di poesia”, dichiara Tommaso. Poi l’autore comincia a pensare che, se esistono poeti più grandi di lui ne devono esistere anche fra i suoi coetanei.

Ricchezza e qualità della produzione poetica contemporanea

È sulla ricchezza e sulla qualità della produzione poetica contemporanea che Tommaso mette l’accento, produzione che dovrebbe distaccarsi, sotto il marchio della complessità, dalla realtà mediatica contemporanea, un’arte in sfida aperta contro l’algoritmo di Facebook, che sta nel problematico, nel complesso. Il poeta non è infatti colui che vede e dà soluzioni facili, che sta sul piedistallo del suo tempo, ma è colui che da esso cade: egli si muove a tentoni nel buio e tenta una via di comunicazione.

Così Tommaso spiega l’affermazione del filosofo Agamben per cui «contemporaneo è colui che percepisce il buio del suo tempo come qualcosa che lo riguarda e non cessa di interrogarlo. Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo».

il compito della poesia, lottare contro l’inespresso

È un buio, quello di Agamben, che per Franca Mancinelli si rivela luminoso. Il poeta conosce, dice, il rischio di attraversare questa realtà senza magari mai riuscire a raggiungerla: questo è il compito della poesia, lottare contro l’inespresso, “contro il limite che sono le parole, che sono sempre vuote e piccole, ma anche un deposito antichissimo di tutta l’umanità precedente.” Il contemporaneo, per Franca, vuol dire cercare di raggiungere la realtà, tentare di riportare alla luce l’origine della parola, la sua capacità di provocare cambiamenti e metamorfosi. Con questa capacita, dice la poetessa, “saremmo fortissimi, invincibili. Per questo il contemporaneo cerca di imbrigliare la parola”.

Il contemporaneo nella ricezione, non nell’atto

Con una posizione in parte diversa dagli altri due ospiti Giuseppe Nibali sostiene, invece, che il contemporaneo sta nella ricezione e non nell’atto. Se avessimo ritrovato ora Foscolo sarebbe diverso. Le novità sono state sempre accolte con lamentele: persino Baudelaire, infatti, era contrario all’avvento della fotografia. 

Conclusione

Al rapporto con il contemporaneo Tommaso lega il tema della genitorialità e della fertilità, presente in molte poesie dei tre ospiti, un tema così centrale proprio perché nel nostro tempo il poeta sente sempre meno il rapporto con l’originalità: non si sente orfano, ma erede. Per Giuseppe il tema è invece così presente perché i genitori sono ciò che viviamo e vediamo, ciò che viviamo anche nella loro assenza, nella mancanza di tempo per stare con loro. Questo rapporto genitoriale è trasferito da Tommaso in poesia tramite un’esperienza in un reparto di neonatologia, il rapporto di una maternità che Franca vede negli altri e rivede nella scrittura.

Biografie

Tommaso Di Dio

Tommaso Di Dio (1982), vive e lavora a Milano.

È autore della raccolta di poesie Favole, Transeuropa, 2009, con la prefazione di Mario Benedetti. È giurato, per la sezione under 40, del premio letterario Premio Castello di Villalta Poesia. Nel 2014 ha pubblicato il saggio Omologia e totalità, Un percorso sulla nozione di differenza tra la biologia e l’arte di Barnett Newman nella raccolta Prospettive della differenza, Lubrina editore, a cura di Carlo Sini, insieme al quale, dal 2015, è membro del comitato scientifico della laboratorio di filosofia e cultura Mechrì. Nel 2014, esce il suo libro di poesie Tua e di tutti, Lietocolle, in collaborazione con Pordenonelegge, tradotto in francese da Joëlle Gardes per Recours au poème éditeurs. Nel 2015 pubblica la plaquette Per il lavoro del principio, nata all’interno del progetto Le parole necessarie, in collaborazione con Il Centro di Poesia Contemporanea di Bologna e l’Ospedale Sant’Orsola. Nel 2017 è stata pubblicata in tiratura limitata la breve raccolta Alla fine delle favole, Origini edizioni, Livorno. Nello stesso anno, pubblica il saggio Nel labirinto del ritorno. La parola poetica e il ritmo, nella rivista «Il Pensiero» a cura di Massimo Donà. È di prossima pubblicazione, per Ibis Edizioni, la sua traduzione di La primavera e tutto il resto del poeta americano W.C. Williams. Nel 2018 è tra i fondatori della rivista di poesia e arte Ultima, in cui ha pubblicato la plaquette World Wide Whatsapp crash. Nell’autunno del 2019 ha scritto una Prefazione alla riedizione del libro di Vittorio Sereni, Il musicante di Saint-Merry, edita da il Saggiatore. Nel 2020 è stato pubblicato il suo nuovo libro di poesie per l’editore Interlinea: Verso le stelle glaciali.

Giuseppe Nibali

Giuseppe Nibali è nato a Catania nel 1991. Si è laureato in Lettere Moderne e in Italianistica a Bologna dove è membro del Consiglio Direttivo Centro di Poesia Contemporanea dell’Università. Giornalista Pubblicista, dal 2017 è direttore editoriale della rivista online «Midnight Magazine». Ha pubblicato i libri di poesia: Come dio su tre croci (Edizioni AE, 2013), e La voce di Cassandra – Studi sul corpo di una vergine. Sue poesie appaiono in diverse antologie poetiche e blog. Insegna italiano, storia e filosofia in un Liceo di Milano.

Franca Mancinelli

Franca Mancinelli è nata nel 1981 a Fano dove vive. Ha pubblicato un libro di poesie, Mala kruna (Manni, 2007; premio opera prima “L’Aquila” e “Giuseppe Giusti”). È inclusa in diverse antologie, tra cui Il miele del silenzio. Antologia della giovane poesia italiana, a cura di Giancarlo Pontiggia (interlinea, 2009), La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta (Ladolfi editore, 2011) e Nuovi poeti italiani 6, a cura di Giovanna Rosadini (Einaudi, 2012). Collabora con riviste e periodici letterari tra cui «Poesia». Il suo secondo libro di versi è in uscita presso Nino Aragno editore.

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