Rima Equivoca

Introduzione

Gli appunti di uno studente

Con la partecipazione di Alfredo Rapetti Mogol e Paolo Agrati, presentiamo gli appunti di uno studente per chi non avesse potuto partecipare al dibattito organizzato da Lampioni Aerei. La parola insorge, nella sua prima edizione, ha provato a mostrare la profonda interazione tra le varie arti. Quando parliamo di poesia, musica, fotografia, pittura e ogni altra forma d’arte, non parliamo di universi chiusi ma di diversi linguaggi che sempre s’incontrano e s’influenzano reciprocamente per giungere all'espressione estetica dell’interiorità umana. Con questo primo dibattito si è trattato il profondo legame tra musica e poesia.

Musica e poesia sono state per secoli strettamente legate. Lo scopo del dibattito è stato proprio quello di analizzare questo rapporto in un contesto di attualità tramite la partecipazione di Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope, paroliere che ha collaborato con moltissimi importanti artisti, e Paolo Agrati, un poeta attivo nell’ambito del poetry slam, per cui è ben presente una dimensione di oralità nella sua arte e che spesso esegue performance con accompagnamento musicale. Con Vanessa Morreale, studentessa di lettere moderne, nel ruolo di relatrice, ci siamo proposti di analizzare lo sforzo creativo che si nasconde dietro a due forme d’arte diverse ma in qualche modo imparentate: sono state prese in esame le motivazioni che portano a scrivere testi musicali oppure poetici e le differenze di base inerenti alla modalità di scrittura. Dove nasce e cos’è il poetry slam? Come nasce un testo poetico e come uno musicale? Quali fattori tecnici accomunano o rendono differenti la scrittura musicale e quella poetica?

Il dibattito

La poesia per definizione è un componimento fatto di frasi, versi il cui significato semantico si lega al suono musicale dei fonemi. La poesia è nata prima della scrittura: LE PRIME FORME DI POESIA ERANO ORALI COME L’ANTICHISSIMO CANTO DEI CONTADINI e i racconti dei cantastorie. Con un grande salto temporale giungiamo in pieno 1800 quando con Richard Wagner, compositore e poeta tedesco esponente del Romanticismo, si giunge ad un’idea di opera totale: una sintesi di arti poetiche, visuali, musicali e drammatiche. Quest’idea viene ripresa poco più avanti, nel 1882, quando Verlaine scrive, proprio a ribadire il legame inscindibile tra scrittura e musicalità e la superiorità di quest’ultima:

“e sempre la musica. Il verso

Sua soltanto l’essenza viva

Di un’anima già sulla via

D’altri amori, nel cielo terso

Il verso: una bella avventura

Che sulla brezza del mattino

Va sfiorando la menta e il timo

Lieve. Il resto è letteratura.”

Due parole sui nostri due ospiti: Cheope (nome d’arte di Alfredo Rapetti Mogol) è un paroliere, i suoi testi sono stati usati da artisti di caratura mondiale; Paolo Agrati si occupa di poesia, ha pubblicato le raccolte di poesie come “Amore e psycho” e l’ultima, “Partiture per un addio”, è uno dei principali poetry slammer italiani e propone la sua poesia dal vivo.

Per cominciare, chiediamo a Paolo di inserirci nel mondo del Poetry Slam, di spiegarci di cosa si tratta questo movimento poetico, che è stato definito dal nostro ospite “una forma moderna con cui la poesia tenta di riappropriarsi di spazi che prima aveva”: le persone hanno un desiderio di poesia, ma oggigiorno lo soddisfano trovandolo in altre forme, quali quella della canzone. Il Poetry Slam risponderebbe a questa esigenza di poesia. È un confronto tra poeti, con una struttura agonale ma che poco assorbe della logica della competizione: la giuria, scelta tra il pubblico, non è assolutamente una giuria competente, e quello che prevale è appunto il confronto, non la gara.

Considerando il lavoro del paroliere, è stato chiesto ad Alfredo di parlare del processo creativo che sta alla base dei suoi testi: quanto grande sia la componente personale e quanto quella professionale, quanto infine il lavoro sia influenzato dagli artisti che canteranno i testi (a questa domanda ha la risposta pronta: mai). Arriviamo quindi a parlare di immedesimazione, di “furti” (Alfredo cita Picasso, secondo il quale “i mediocri copiano, i grandi rubano”), di visioni che innescano la molla per il processo creativo, visioni che possono avvenire in qualsiasi luogo e situazione. Quello che risulta il punto centrale è il linguaggio, ovvero il problema di trovare la parola giusta, che possa esprimere perfettamente un’emozione ed essere in grado di ricrearla nel lettore/ascoltatore.

Una volta focalizzati meglio i mestieri dei due artisti, chiediamo a Paolo di illustrare il rapporto tra poesia e fattore musicale, in particolare nel Poetry Slam: nessuna esitazione nel dire che “la musica non è un caso”. L’unione tra testo e musica non può essere frutto di improvvisazione, deve anzi essere costruita tramite un lavoro di accordo tra poeta e strumentista.

Su questa linea si inseriscono anche le domande successive: quanto entrino in gioco, nella composizione di un testo per canzone, gli elementi tipici della poesia quali, uno su tutti, la rima, e quale sia l’eventuale punto di contatto tra poesia e musica.

E mentre la poesia può essere poesia senza rima, la canzone non può fare a meno di questo elemento giudicato fondamentale: “la musica ha già la rima dentro”, si tratta di renderla evidente anche come “appiglio” per chi tenta di seguire una canzone, che, con una bellissima immagine, secondo Alfredo “si muove nell’aria”.

Altri elementi imprescindibili per una canzone sono le immagini, sia come metafore, sia fini a sé stesse. Interviene Paolo sostenendo il suo punto di vista secondo il quale le poesie possono essere brutte per vari motivi: uno di questi è l’incapacità di concretizzarsi in un’immagine. Per questo Paolo cerca sempre la parola che possa dire al meglio quello che lui vuole dire, nel modo esatto in cui lui lo vuole dire: interviene prepotentemente il potere della parola densa di significato, capace di veicolare un’immagine precisa e di ricreare nell’ascoltatore lo stesso stato d’animo in cui si trovava il poeta quando ha deciso di scrivere quella parola e non un’altra.

Secondo entrambi musica e poesia sono profondamente diverse: forse i punti di contatto (una poesia che possa essere musicata, o viceversa una canzone che, spogliata dell’elemento musicale, diventi un pezzo poetico) sono casuali, tant’è che Paolo, poeta, non esita a confessare di essersi trovato in difficoltà nello scrivere una canzone.

Gli ospiti

Alfredo RapettI Mogol: nato a Milano nell’ottobre del ’61. Direttore del “Composers department” e professore al Centro Europeo di Toscolano (CET), scuola di musica in Umbria. Professore al Master di Musica della L.U.I.S.S., università di Roma, e membro della SIAE.

Ha venduto oltre 35 milioni di album in tutto il mondo, lavorando sia con autori italiani sia con autori stranieri, tra cui: Adriano Celentano, Laura Pausini, Il Divo, Josh Groban, Santana, Mina, Nek, Russell Watson, Gianni Morandi, Raf, The Corrs, Gilberto Gil, Ron, Salvatore Licitra e Alessandro Safina, Riccardo Cocciante, Arisa, Gianna Nannini, Fedez, Noemi, Alessandra Amoroso, Marracash, Il Volo, Francesca Michielin, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Emma Marrone.

Le sue canzoni hanno raggiunto la top ten in oltre trenta paesi, come Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna. I suoi testi sono stati tradotti in Spagnolo, Inglese, Portoghese e Cinese.

Negli ultimi anni ha scalato le classifiche con Il Divo, Josh Groban e Laura Pausini.

Premi:

1999 e 2003: premio ASCAP per le canzoni più suonate in America;

2005: Grammy Latino

2006: Grammy Americano come “Best Songwriter” per il disco Escucha di Laura Pausini.

Paolo Agrati: nato nel maggio del ’74. Si occupa principalmente di poesia, scrittura, musica e amenità. Ha pubblicato le raccolte di poesia Partiture per un addio (Edicola Ediciones 2017), Amore & Psycho (Miraggi Edizioni 2014), Nessuno ripara la rotta (La Vita Felice 2012), Quando l’estate crepa (Lietocolle 2010) e il libriccino piccola odissea (Pulcinoelefante 2012). E’ uno dei principali Slammer Italiani, da sempre propone la sua poesia dal vivo, portandola coi Reading nei luoghi più svariati e inusuali. Nell’estate del 2014 partecipa al XXIV° Festival Internazionale della poesia di Medellin in Colombia come ospite italiano ed è finalista del premio Carducci dove consegue il riconoscimento “Pietrasanta-scultura e poesia”. Nel 2015 partecipa al progetto artistico internazionale Broosistan, degli artisti belgi Peleman and Schellekens. Nel 2016 traduce “Fanon city meu” del poeta Jaime Luis Huenùn e il Booktrailer di Amore & Psycho viene premiato con una menzione speciale al Cortinametraggio , il Festival dei corti di Cortina. Nel 2017 viene invitato al XXXIII Festival di poesia di Barcellona e partecipa alla Workd Slam Cup di Parigi.E’ narratore e cantante nella Spleen Orchestra, band di culto nel suo genere, che ha co-fondato nel 2009 e che ripropone le musiche e le atmosfere dei film di Tim Burton.