Incroci di poesia n. 10

Incroci di poesia

La rubrica Incroci di poesia, a cura di Francesco Ottonello, intende presentare a ogni uscita quattro testi di due poeti contemporanei delle nuove generazioni, tratti da raccolte edite negli ultimi anni o inediti, con l’idea di provare a fare incrociare nomi, provenienze, poetiche, e sentire come riverberano i versi e le parole nello spaziotempo virtuale di un incrocio.

Giovanna Cristina Vivinetto e Andrea Donaera

Incroci di poesia n. 8

Per questo decimo incrocio due poeti italiani nati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila in Campania e in Puglia, Mattia Tarantino (2001) e Lorenzo Mele (1997), con poesie provenienti rispettivamente dalla raccolta inedita L’età dell’uva e Casa mia non ha le ringhiere (Ensemble, 2020).

copertina di Filippo ilderico

Mattia Tarantino

da L’età dell’uva

Vorrei conoscere il mondo dei morti,

reclamarlo in una lingua senza storia

che non abbia una grammatica, ma possa

avverare tutto ciò che si pronuncia.

                

Mi usano per parlare a chi è rimasto,

vogliono che dica, rovesciandola,

la parola che non hanno mai trovato

Lorenzo Mele

da Casa mia non ha le ringhiere

Le madri non vanno a dormire

 

Le madri non chiudono gli occhi,

se ne stanno sveglie tutta la notte

con la notte, poi al mattino il chiudersi

dei palmi, a pugni chiusi contro la vita.

Le madri non vanno a dormire,

fanno a botte tutto il giorno con il giorno,

poi di colpo uno strascico a terra,

un dirupo le attende in agguato nell’alba.

Le madri hanno la forza dirompente

delle balene: un canto di grazia perenne,

il perdono molesto verso il mondo.

No, le madri non chiudono gli occhi,

loro a pugni stretti sempre,

a doverci insegnare la vita.

Mattia Tarantino

da L’età dell’uva

Vedi, non restano che i nostri

frutti sulla tavola:

mia madre che li sbuccia; i loro

nomi che pendono dall’orlo

e cadono tra il pavimento e l’invisibile.

 

Ora all’uva basta un soffio per marcire

in fretta e diventare una preghiera.

Lorenzo Mele

da Casa mia non ha le ringhiere

Genesi

 

Com’eri potente la prima volta che ci incontrammo,

non lo ricordo bene, avevo ancora meno degli anni;

ancora ero deturpato, e tu non eri pronta per me.

Eravamo in tre lì dentro, non lo ricordi tutto il rumore?

Piangevamo e non eravamo nati,

piangevamo e non sapevamo di esistere.

Anche prima di nascere tu sangue, io follia.

Tu cenere e io spavento.

Poi mi cercasti e non ero pronto,

mi cercasti ed eri pronta tu per me.

Ma adesso che lo sono, che ho trovato la voce,

tu l’hai perduta – o forse è la tua che parla per me.

Mattia Tarantino (Napoli, 2001) ha pubblicato Tra l’angelo e la sillaba (Terra d’ulivi, 2017), Fiori estinti (Terra d’ulivi, 2019) e tradotto Poema della fine di Vasilisk Gnedov (Terra d’ulivi, 2020). È apparso in diversi quotidiani, riviste e antologie, italiani e internazionali (tra cui Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Manifesto). I suoi versi sono stati tradotti in sette lingue. Codirige «Inverso» , collabora con «YAWP », «Menabò» e «Iris News»  

Lorenzo Mele (Burgwedel, 1997) è cresciuto a Lecce. Attualmente vive a Roma. Ha pubblicato Tu mi abbandoni (La gru, 2018), Dove non splendi (Controluna, 2019) e Casa mia non ha le ringhiere (Ensemble, 2020). Suoi versi sono apparsi su «Atelier», «Inverso», «ClanDestino», «Leggere poesia» e altre riviste letterarie. È direttore del blog di poesia «Il Visionario».

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