Il Simbolo nella pratica poetica

Primo incontro

L’Associazione culturale Lampioni Aerei è stata lieta di invitarvi al primo appuntamento di “La letteratura e gli altri: dialoghi”, un ciclo di incontri sul tema del Simbolo. Il 23 giugno (ore 20:30) in diretta sul nostro canale Youtube, il grande poeta e traduttore Fabio Pusterla ci ha parlato dell’utilizzo del simbolo nella pratica poetica.

Il video dell'incontro

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Le letture

“[…] La prima serie è parte di un lavoro più ampio ma è appena uscita su “2020 L’Europa dei poeti” (Argo). Sono sette/otto frammenti che ruotano attorno a una stessa figura (di nuovo l’immagine della figura) che onestamente io non so dire, ancora adesso, per quale ragione mi abbia così colpito e così, come posso dire, preso per mano e condotto verso non so dove. Questa figura l’ho incontrata casualmente leggendo un libro di storia generico, di storia del mondo, e ha un nome questa figura: Truganini.

Truganini era, secondo le cronache, una donna, l’ultima aborigena tasmaniana che è sopravvissuta al totale sterminio, genocidio del suo popolo. Gli aborigeni della Tasmania erano vissuti per 8000 anni circa in totale solitudine. Nessuno sapeva che esistevano e nessuno dava loro fastidio. Erano ovviamente arrivati alla Tasmania passando dall’Australia. Ma poi, quella che un tempo era una lingua di terra si era inabissata e quindi la Tasmania era diventata un’isola sconosciuta ai più. Poi, nell’800, sono naturalmente arrivati i coloni europei e nel giro di nemmeno un secolo hanno sterminato, con i soliti metodi, gli aborigeni.

Truganini, ufficialmente, è stata l’ultima donna aborigena, l’ultima a morire…

Perché mi abbia così colpito: è argomento su cui rifletto senza ancora trovare una soluzione. […]”

Fabio Pusterla

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Con Fabio Pusterla

Fabio Pusterla (1957) insegna presso il Liceo Cantonale di Lugano 1 e l’Università della Svizzera Italiana. Vive prevalentemente in Valsolda, a cavallo tra Svizzera e Italia, e dirige la collana Le Ali dell’editore Marcos y Marcos.

Attivo anche come studioso, saggista e traduttore, in particolare di Philippe Jaccottet (della cui opera completa raccolta nella Bibliothèque de la Pléiade ha firmato la prefazione, con il titolo Le parti de la clarté), è soprattutto autore di numerose raccolte poetiche.

Tra i suoi libri si ricordano: Concessione all’inverno (Casagrande, 1985), Bocktsten (Marcos y Marcos 1989), Le cose senza storia (ivi, 1994), Pietra sangue (ivi, 1999), Folla sommersa (ivi, 2004), Il nervo di Arnold (ivi, 2007), Una goccia di splendore (Casagrande, 2008), Quando Chiasso era in Irlanda, e altre avventure tra libri e realtà (ivi, 2012), Corpo stellare (Marcos y Marcos, 2010), Argéman (ivi, 2014) e i recenti Cenere, o terra (ivi, 2018) e Luoghi,maestri e compagni di via (Casagrande, 2018). Recentissima la plaquette Figurine d’antenati (2020), edita a Lugano per le edizioni Alla Chiara Fonte.

Parte della sua opera è raccolta nel volume antologico Le terre emerse (Einaudi, 2009). Sul suo lavoro il regista Francesco Ferri ha realizzato il film documentario Libellula gentile. Il lavoro del poeta, ora inserito nell’omonimo volumetto curato da Cristiano Poletti per Marcos y Marcos (2019).

Gli altri incontri

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