Il gigante sepolto

Il gigante sepolto

Fotografia di Myriam Nicoli

«Ma la nebbia copre tutti i ricordi, i brutti come i belli. Non è così, mia signora?»
«Che tornino anche quelli brutti, seppure ci faranno piangere o tremare di rabbia. Non è comunque la vita che abbiamo avuto insieme?»

Nel suo romanzo del 2015 Il gigante sepolto Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017, costruisce un mondo dai tratti fantastici eppure talmente realistici da riuscire ad inquietare il lettore contemporaneo, sommerso da una realtà che “cambia discorso” ogni giorno, che costringe a selezionare i pensieri e i ricordi in base alle esigenze di questo mondo frenetico e sempre più in corsa contro il tempo.

Nel suo romanzo del 2015 Il gigante sepolto Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017, costruisce un mondo dai tratti fantastici eppure talmente realistici da riuscire ad inquietare il lettore contemporaneo, sommerso da una realtà che “cambia discorso” ogni giorno, che costringe a selezionare i pensieri e i ricordi in base alle esigenze di questo mondo frenetico e sempre più in corsa contro il tempo.

Ishiguro usa toni diversi da quelli cui aveva abituato il suo lettore con i suoi lavori precedenti, e del resto lo stesso autore ha dichiarato, in un’intervista al New York Times,“Will readers follow me into this? Will they understand what I’m trying to do, or will they be prejudiced against the surface elements? Are they going to say this is fantasy?” 1. Eppure i temi sono proprio quelli che stanno a cuore a Ishiguro.

Quello della memoria in particolare, centrale nel romanzo, è certo contornato dai tipici elementi del fantasy (una rigorosa ambientazione nell’Inghilterra medievale del leggendario Re Artù, monasteri e monaci, cavalieri, streghe e draghi e orchi…) ma viene declinato in tutte le sue sfaccettature da due protagonisti singolari, Axl e Beatrice, un’anziana coppia che decide di mettersi in viaggio alla ricerca del loro figlio. Non ricordano nulla di lui, solo di averlo avuto in un tempo lontano, né sanno dove sia: una strana nebbia avvolge infatti i villaggi degli uomini, un fumo misterioso li priva dei loro ricordi. Attraverso un viaggio che, come tutti i viaggi della letteratura, assume significativi contorni metaforici e allegorici, Ishiguro conduce Axl e Beatrice – e insieme a loro il lettore – alla riscoperta dei ricordi passati, forse però a un prezzo molto alto.

NOTE:
  1. Alexandra Alter, Per Kazuo Ishiguro, “The Buried Giant” è una partenza (The New York Times, 2015)[]
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