Alta fedeltà

Grafica di Martina Santurri

Alta fedeltà (High Fidelity in lingua originale) è un romanzo dell’inglese Nick Hornby. Oltre che scrittore, Hornby è anche critico musicale e non c’è da stupirsi se questo suo romanzo d’esordio, pubblicato nel 1995, sia denso di riferimenti a canzoni, album e artisti della scena musicale, per lo più rock ‘n roll. Dal libro è stato tratto il film omonimo in cui recitano John Cusack, Jack Black e persino Bruce Springsteen.

La storia è narrata in prima persona da Rob, il protagonista trentacinquenne che possiede un negozio di dischi a Londra, assieme ai suoi colleghi Barry e Dick. Fin dall’incipit si può notare una tendenza per l’elencazione – o, meglio, le classifiche – che percorre l’intero romanzo. Rob, infatti, rivolgendosi al lettore con un tono colloquiale e sincero, inizia a raccontare la sua esperienza con le donne della sua vita, partendo dalla prima ragazza che ha baciato alle medie, fino ad arrivare a Laura, la fidanzata con cui conviveva che lo ha da poco piantato in asso. Ovviamente, Laura non è presente nella TOP 5 delle sue esperienze più dolorose, perché non merita di essere presente in alcuna forma – e questo il protagonista ci tiene a calcarlo alla fine del primo capitolo. La narrazione inattendibile di Rob trasmette tutta la rabbia che egli prova nei confronti della donna. 

Da questo momento, il lettore è trascinato in quella che sarà una storia d’amore tormentata, una storia di risentimento e di incomprensioni fra i due. Tutto questo condito da un’iperabbondante dose di musica, perché non c’è pagina che resta senza la citazione di una canzone, di un album o di un musicista. Non mancano scene più leggere e strappasorriso, come i battibecchi tra il protagonista e i suoi due commessi al negozio di dischi sulle classifiche di musica stilate da ciascuno di loro. Le cinque migliori canzoni d’amore rock? Ognuno nomina le proprie, ed ecco che Barry strepita perché non è d’accordo con nessuno degli altri due. I cinque migliori brani sulla solitudine? Non sia mai che Dick scelga quella canzone, Rob non lo accetta e il musicista preso in causa si rivolterebbe nella tomba. E così via, per tante altre classifiche.

Sarebbe interessante ascoltare man mano ogni pezzo che viene nominato, così da immergersi a pieno nel libro. Sarebbe come ascoltare, mentre si legge, il flusso di una soundtrack continua, una playlist che non si ferma mai e non abbandona il lettore fino alla fine del romanzo. La frase chiave di Rob, dopotutto, quella che ha detto ad ogni singola donna del suo cuore, è: «Ti registro una cassetta!», e tutte le citazioni nel libro in fondo non sono altro che i brani nella playlist della “cassetta” creata dall’autore per noi lettori. E anche quando si finisce di leggere, la musica resta in testa, così come la voce onesta e decisa di Rob e la sua storia di fedeltà a Laura e alla musica.

È un libro per chi vive di musica rock e non solo, chi vuole conoscere più a fondo questo genere, ma anche chi vuole farsi compagno e confidente del protagonista un po’ scontroso e sarcastico, che mostra se stesso al lettore in ogni sua sfaccettatura e in ogni suo pensiero, senza timore.

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